Qualche cenno sull'argomento:

Dopo le prime wave con i giocattoli dei protagonisti Autobot in netta maggioranza, la linea RID 2015 ha iniziato a presentare con una frequenza più alta i modellini dei Decepticon, oggettivamente meno banali di quelli dei buoni, anche solo per l’ecletticità delle modalità robotiche dalle sembianze semi bestiali.

Come il già a suo tempo elogiato Fracture, anche Thunderhoof aiuta ad alzare la media di questa ( giustamente per certi versi ) bistratta linea, e come lui è fra quei Decepticon più antropomorfi, ma non per questo è meno carismatico di altri, anzi, dato che al robot bastano dei zoccoli al posto dei piedi e sopratutto due enormi corna artigliate in testa per richiamare l’immagine di un’alce.

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Semplice ma efficace, il look di questo ‘Con è davvero azzeccato, e complici le frequenti apparizioni nel cartone, lo rendono a mio avviso uno dei personaggi più indovinati, caratterizzato da una personalità irosa e dal “potere” di creare scosse telluriche pestando i piedi sul terreno, oltre ad un passato come sorta di boss mafioso ( … e quindi con la parlata da italoamericano stereotipato, vabbè, magari per questo no, allor… ^_^’ ).

Ma tornando al modellino, questo ha come colore principale un bel blu scuro brillante, con piedi, cosce, pugni, testa e altri dettagli in nero, laddove nel cartone è presente anche del grigio, qui invece sostituito del tutto dal nero sulle cosce, ad esempio, e del tutto assente come nei parafanghi sulle spalle. Al solito i dettagli dipinti sono al minimissimo sindacale, e sono pure sbagliati sempre rispetto a come appaiono nel disegno della confezione, con striscioline rosse scambiate con l’azzurro e viceversa, ma fortunatamente il blu e nero funzionano bene e l’effetto monocromatico non si sente troppo.

 

Thunderhoof-Robot

La posabilità è buona, con balljoint su gomiti, anche e spalle, più un’ulteriore articolazione per alzare le braccia su queste, così come le ginocchia si piegano e ruotano, la testa anche ruota e soprattutto il bacino pure.

Il Warrior cerca il più possibile di somigliare al “settei” del cartone tramite dettagli scolpiti, e ci riesce assai bene, tranne magari per le ruote sulle gambe che sporgono esternamente anzichè essere inglobate nei polpacci, così come visto da dietro presenta dei vuoti, sui polpacci, appunto e un po’ sulla schiena, “difetti” un po’ nella norma di giocattoli di questa linea.

Carine le corna leggermente oblique verso l’alto, anche se sfiorano comunque le spallone, mentre non da problemi l’articolazione a metà stinchi per la trasformazione, che temevo facesse collassare il giocattolo e invece regge bene, anzi, volendo da la sensazione di piedi da caprini dato che terminano con degli zoccoli.

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Nonostante, come dicevo, cerchi di somigliare al personaggio del cartone, alcuni particolari sono differenti, come la parte centrale del petto, che dovrebbe sporgere e invece è infossata, e le braccia, che non presentano ai lati quelli che dovrebbero essere le portiere del veicolo, ma anzi sotto i polsi spuntano quelle possono essere scambiate delle bocche da fuoco ma che in realtà sono le canne fumarie posteriori che in tv si vedono invece dietro le gambe.

Questo perchè la trasformazione non è così semplice, dato che presenta dei passaggi degni dei migliori Deluxe degli ultimi anni, invece che essere banale come ci si aspetterebbe da un veicolo semplice come il suo alt mode ( e come si intuirebbe dal cartone ): infatti il pannello del petto con testa annessa slitta verso l’alto, mentre questa ed il bacino ruontano di 180° e le gambe che si piegano e vanno ad incastrarsi su oltre la schiena, sul pannello del petto che diventa il muso del mezzo e diventando quindi le ruote anteriori, mentre le braccia riempiono il vuoto creatosi verso il basso, collassando ed unendosi, con le ruote sulle spalle che divengono quelle posteriori ed infine gli avambracci che alzandosi “chiudono” la parte posteriore della cabina del veicolo.

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E’ questo alla fine è un semplice trattore, niente di così terribile o minaccioso, ma fa il paio con le corna da alce del robot; non aiuterebbe neanche molto che il trattore sia compatto e minuto e con un look quasi superdeformed, per via della cabina grande rispetto al resto e sopratutto alla vanga anteriore ben più piccola in proporzione di quella che si vede nel settei del veicolo, ma alla fine è lo stesso assai carino e giocabile, e visto da sotto pure quasi totalmente in disguise, a parte la facciona di Thunderhoof che sostiene il rastrellone, ma direi che è il minimo per un giocattolo di questa classe.

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Così come il robot, anche il trattore, rastrellone a parte scende un po’ a compromessi estetici purtroppo quasi degni di un Legion/ Legend, come il cofano con i dettagli del petto del robot o dei semi moduli sporgenti da sopra i parafanghi posteriori, ma è anche vero che ci sono anche bei dettagli scolpiti come i faretti sui parafanghi anteriori ed il design in generale è ben ricalcato, anche se un po’ di cose vanno perse come i finestrini laterali per via della mancanza di dettagli dipinti.

Nonostante ciò, si può dire che il trattore è particolare e originale come veicolo per un Transformer, e soprattutto che ad alzare vertiginosamente la media ci pensa la succitata trasformazione davvero squisita e il bel robot ben articolato con anche un discreto carisma dalla sua.

Ah, quasi dimenticavo! Sebbene non compaia nel cartone, questo Thunderhoof è accompagnato da una pistola che può impugnare come robot ( ovviamente… ) o che si può nascondere sotto il veicolo fissandola ad un’apposita fessura.

Un bel acquisto, insomma, ma sempre con in mente che il prezzo onesto di questi Warrior sarebbe una via di mezzo fra i Legends e Deluxe Generations, mentre invece tendono a costare come se non più di quest’ultimi, tarpando quindi le velleità collezionistiche di molti fan che giustamente tendono a fare scelte oculate per i loro acquisti, vista la qualità superiore di altre linee come la Generations, appunto.