Qualche cenno sull'argomento:

L’annata del 1987 per i Transformers fu un turbinio di gimmick non indifferente, dagli Headmaster, passando ai Targemaster, ma anche con i Cloni ed i Duocon, ma sicuramente nulla colpì l’immaginario dei bambini appassionati di quell’anno come Sixshot, quel colossale Decepticon che aveva ben SEI trasformazioni!

Per fortuna, nonostante il taglio di quasi metà annata, arrivò anche nei nostri lidi col nome di Iperbot, e quasi non gli serviva l’essere fra i protagonisti del cartone di Headmaster in tv, dato il carisma che trasudava con la sua elevatissima giocabilità. Ma il giocattolo in se’ era un discreto mattone, nonostante la stazza, e da molto si sperava in una versione moderna Generations ( ed infatti quasi non si contano i 3p già prodotti da anni a questa parte con le sue fattezze ), e finalmente con Titans Return, praticamente un revival mascherato dei tf del 1987, viene colta a palla al balzo ed in mezzo ai vari Leader Triple Changer ha trovato posto pure il nostro affezionato Esachanger… ed ovviamente, anche lui con la sua bella gimmick Headmaster!

Il Leader si presenta bene come robot, molto fedele al giocattolo G1 come estetica sopratutto cromatica, con quel bel verde acquamarina o-come-cavolo-si-chiama su torso e moduli sulle spalle, braccia e testa bianche e gambe viola, con solo però le cosce nere anzichè bianche come differenza. Il Takara, sappiamo da poche settimane, ovviamente ovvia il discorso delle cosce, ma per il resto è fedele alla colorazione del cartone animato giapponese, col verde che diventa azzurro, così come la testa è diversa.

L’elmo che copre il pilota Titan Master infatti è diverso dal G1 nella fronte, con un pannello rettangolare laddove nell’originale le due “corna” si riducevano obliquamente incontrandosi al centro della fronte. Questo design si rifà forse a quello visto nel cartone di Rebirth e negli spot pubblicitari, dove la fronte era un rettangolo, ma qui è purtroppo troppo larga, magari a cercare di mimare una visiera di un elmo da soldato d’altri tempi.

… o probabile che il frontone si ispiri al malaugurato desing del seppur bello fumetto Spotlight di qualche anno fa, ma comunquebasta semplicemente tenerlo un po’ sollevato per evitare che quasi copra parte degli occhi.

Di certo han fatto bene nel Takara a rifare l’elmo, anche se ora risulta pure troppo elaborato nel design, ed idem hanno rifatto pure la faccia, anche se quella del TR andava bene non avendo gli occhioni del G1 e di Rebirth ma ispirandosi alla faccia di Headmaster, e citando ironicamente pure il fatto di essere una sorta di ninja in quel cartone animato, con una fascia in stile Naruto con tanto di ideogramma sulla fronte! XD

( ed il kanji lì riprodotto ovviamente sta per il numero 6 😀 )

Il Takara invece ha una faccia ulteriormente più elaborata come scultura e dal mento più spigoloso, ed il robottino in cui si trasforma è una versione mignon di Sixshot, mentre Revolver, l’omino Titan Master della versione Hasbro, cita ancora una volta l’anime dei Transformers con l’aspetto ispirato a Jack, un Cybertroniano del pianeta Master nei cartoni amico di Chromedome ma poi ucciso da Sixshot stesso.

Ma torniamo al nostro Iperbot Generations, sottolineando un altro paio di differenze estetiche dovute a cambiamenti che vedremo nelle trasformazioni, ovvero cose tipo i cingoli sui bicibiti che guardano verso l’esterno anzichè avanti, così come gli altri cingoli sugli avambracci che guardano indietro, idem le ruote ora ai lati ed il parabrezza diviso in due dell’automobile che ora invece di stare sugli stinchi sta sui moduli ai lati delle ginocchia, ma la cui è stata scambiata appunto con quelli che diverranno le due parti del muso del jet.

Il G1 era un mattone, dicevamo sopra, potendo muovere solo le braccia frontalmente e ruotare gli avambracci, ed ovviamente la posabilità qui è la benvenuta, anche se per un Leader non avere i pugni che ruotano è sempre un duro colpo da mandar giù, ma a parte la rotazione del bacino mancante il resto è nella norma, ed in più i piedi sono inclinabili, anche se abbastanza radicalmente!

E a proposito di articolazioni, ho letto che alcuni sono afflitti da articolazioni lasche, ma il mio modello ha solo le ginocchia un po’ molli nel piegarsi in avanti, ma niente di esagerato, e per il resto è bello solido.

Infine, i due fucili in dotazione citano ovviamente quelli originali, ma anche se non ne hanno la stazza, sopratutto sono assai più esili, con la scusa che possono combinarsi nella collaudata doppia arma con postazione per Titan Master. E parlando di cose piccole, concludiamo con le ali spuntano dalla schiena ma non si ergono affatto come le originali, anche se quelle erano forse pure esagerate, e manco nel cartone animato erano così pronunciate.

Seguendo l’ordine del foglione delle istruzioni, passiamo a trasformare il nostro Sixshot innanzitutto in carrarmato: la trasformazione è praticamente identica al G1, con le gambe che si sollevano all’indietro a formare la torretta armata, e braccia che formano i moduli cingolati, la testa che rientra nel petto ( da notare che ora si apre tutto il pannello del petto e non solo quello centrale, e gli alettoni vi si infilano dentro perpendicolarmente ), e le ali che si abbassano. Inoltre, fra i particolari interessanti ci sono le bocche da fuoco che prima fungevano da talloni, così come la schiena non è color viola ma sempre verde come il petto.

Il carramato del Sixshot G1 è sempre stata la modalità alternativa più debole, almeno a mio avviso, del sestetto, con le bocche da fuoco bloccate a 45° ed un aspetto assai approssimativo, con appena i cingoli a definirlo come tank. Il Generations per fortuna lo migliora, con la torretta che infine che è parallela al terreno ma può sempre alzarsi ed abbassarsi di qualche grado ( il massimo sarebbe stato che potesse pure ruotare, ma ok, sto esagerando XD ), mentre i cingoli sono più minuti del G1 ma sono più in evidenza colorati di nero anzichè rimanere bianchi com’era in origine.

Infine, è un po’ sproporzionato per i moduli/braccia non così grossi come gli originali, e sopratutto per la cabina, che nel G1 era appena accennata aprendo la bocca del lupo mentre qui è ben definita essendo apribile e abitabile, e appunto anche per questo il tank come veicolo ne guadagna davvero parecchio, e più lo si guarda più l’occhio ci si abitua rispetto a come invece appariva il G1.

Unico difetto strutturale, i moduli coi cingoli non si fissano al corpo centrale, restando passibili di muoversi nella parte posteriore, mentre ricordiamo che questa è la modalità con cui Sixshot si aggancia alle altre basi Leader della linea, grazie aggli agganci sulle ali.

E parlando di ali, passiamo alla modalità jet, anche qui praticamente uguale al G1 come trasformazione, con le braccia che diventano i moduli propulsori, saltano fuori gli alettoni dal petto e le gambe diventano il muso del velivolo, MA non piegandosi alla vecchia maniera ma solamente accorciandosi, e la punta è quindi ricavata dai “piedi”.

Il jet era uno dei più riusciti alt mode del G1, e qui le cose sono ulteriormente migliorare: come dicevamo nel robot, le ali sono più piccole ora, ma per fortuna le proporzioni generali sono equilibrate, con un muso più lungo e più sottile, così come abbiamo detto dei moduli delle braccia non così grossi e della cabina fittizia più piccina. E l’unico difetto di questo bel jet, con tanto di ali argentate e con i fucili laser alle estremità di queste come nel G1, è proprio la cabina, dato che quella fittizia non è appunto sfruttata, ma per far alloggiare l’omino Titan Master si usa il vano nel petto, non prima però di aver fatto uscire l’elmo!

Ovviamente l’ideale era che ci fosse più spazio nel vano, in modo da lasciare l’elmo all’interno, aperto, e farci stare così l’omino seduto, o ancora meglio, forse con qualche millimentro in più si riusciva ad ottenere bene due posti nelle parti laterali del petto, dato che sono effettivamente vuote, ma diciamo che anche così glielo facciamo passare, che tanto l’elmo è vuoto e non c’è la faccia!

( però magari un paio di pannelli che uscivano a nasconderlo, no eh … ? vabbè )

Quasi dimenticavo, i dettagli dipinti sono minimal  azzecatissimi, come argento su ginocchia, nero, etc. etc. e sono assai fedeli, mentre ci sono anche un po’ di adesivi ma sono davvero pochi e non danno fastidio rispetto a quelli magari invadenti dei Voyager delle wave contemporanee.

Passare all’automobile è facile dall’aereo, basta ripiegare il muso lateralmente, far uscire gli speroni / piedi, ruotare e sistemare i moduli con le ruote e fissarli alle gambe, e piegare le ali in avanti, tirando su la mandibola del lupo a mo’ di radar o quel che è.

Il veicolo su ruote originale non era male, ben definito dal parabrezza e dalle ruote, ma col muso un po’ vuoto, e le ali abbastanza ingombranti, ma la versione Generations ovvia a tutto ciò, con le ali ora minute e non invadenti, il muso bello pieno e sopratutto una bella linea compatta, basso e largo come il veicolo da sfondamento che dovrebbe essere. Le postazioni per il pilota sono addirittura 2, situate proprio sulla cabina, peccato che però siano un po’ troppo scoperte, e sembra che gli omini siano seduti sul tettuccio anzichè dentro.

Per ovviare a ciò magari sarebbe bastato un piccolo pannello che si solleva frontalmente, un po’ come quello sulla torretta del Megatron Voyager, mentre l’aggancio per il tallone del Titan Master non regge molto. Ma non dimentichiamoci che c’è pure la cabina del tank che è utilizzabile, anche se guarda verso indietro, per poter aggiungere un terzo Titan Master!

Infine, peccato che i cerchioni non li abbiano dipinti d’argento…

Passiamo al lupo alato, anche qui come il G1 trasformazione semplice e molto simile, con le braccia del robot che diventano le zampe anteriori e le gambe quelle posteriore, praticamente l’umanoide a carponi, salvo che spunta la testa del lupo dalla schiena, qui più ben definita ed allungata.

Manca ancora una coda effettiva, sostituita dai due fucili uniti e messi nel posteriore; qui le ali piccole si fanno sentire, mentre il collo del lupo è pure troppo lungo, volendo, e magari con un signor gozzo, ovvero la cabina del tank, MA il bello è che c’è un vano sopra la testa della bestia dove si inserisce Revolver nella forma di testa, praticamente divenendo il cervello del lupo, davvero un’ottima pensata questa!

Peccato però che manchi anche un’effettiva cabina per il pilota, giusto per fare i precisini che nella linea ci sono anche altri Headmaster bestiali ma che non hanno sta cosa dell’omino / cervello ma cabine propriamente dette, ma volendo se ne sta in piedi nel semi vuoto sulla schiena lasciato dal capo del lupo, che c’è una delle tante spine per i piedini dei TM.

Comunque il lupo magari è un po’ semplicistico ma azzeccato, ovviamente ben più del G1, ed è ben snodato sopratutto sulle zampe anteriori, anche se a causa degli artigli un po’ limitati non può pose “naturali” risultando un po’ legnoso.

Ed infine eccoci alla modalità di pistola laser, anzi, di SOTTOMARINO, ovvero la furbata di prendere la modalità di arma da fuoco di Sixshot e farla pretestuosamente passare per un sottomarino ufficialmente con la scusa di aggirare le rigide leggi sulle armi giocattolo americane. 😀

Dicevo, la pistola laser anche qui come il G1 ha il calcio formato dalle ali unite, ma ora con pure il collo e testa del lupo in mezzo a dare più massa, mentre le braccia sono i moduli laterali e le gambe rannicchiate le canna, con le bocche di fuoco più i due fucili in punta.

Ironicamente la pistola laser è ora più tozza di quella grande e slanciata originale, ma comunque il design è quello e la cita bene. Mancherebbe il grilletto, ma lo si può sostituire con il pattino estraibile per il jet, anche se è un po’ lontano dall’impugnatura.

In definitiva, questo Sixshot Generations è complessivamente un’ottima versione moderna dell’originale, citazionistico e fedele ma anche migliorato su posabilità ed estetismi vari degli alt mode. Non un Masterpiece, ovviamente, ma un Generations che il suo prezzo lo vale tutto, anche se qualche difettuccio tipo il frontone o le cabine scoperte dell’auto potevano evitarle, ma di certo non sfigura rispetto al G1. Ovviamente per chi desidera di più ci sono fior fiori di 3p dedicati al nostro esachanger preferito, ma direi che anche questo come giocattolo omaggiante l’originale è più che dignitoso e consigliato.

… con in più, ovviamente, la gimmick dell’omino Headmaster, ma che per i puristi può anche essere anche dimenticata, dato che la testa del Titan Master può restare dentro l’elmo non inficiando le trasformazioni. Che volete mai di più? 🙂