Qualche cenno sull'argomento:

Qualche anno fa, la linea Generations Thrilling 30, nata per festeggiare, come dice il nome stesso, il trentennale del brand, ha presentato un solo modellino di classe Leader, ovvero il buon vecchio Jetfire: di primo acchito, una versione di questa classe per questo iconico e maestoso Autobot era graditissima, anche perchè era pure il primissimo di Generations/ Classic di questa categoria… ma l’entusiasmo diventa presto una doccia fredda, appena ci si trova il giocattolo fra le mani.

Come per gli immediatamente precedenti Generations Fall of Cybertron, per quanto l’estetica sia buona, ci si accorge subito che quel che manca è la massa, risultando vuoto e semplicistico in molte parti, così come al tatto è terribilmente leggero.

Ma andiamo con ordine, e partiamo dai lati positivi, ovvero la modalità di jet, che ricalca quella del giocattolo G1 originale, che sappiamo essere un recolor del VF-1S Super Valkyrie della serie Macross della Takatoku, laddove il precedente Jetfire Voyager che inaugurò la linea Classic 10 anni or sono si rifaceva al redesign dei cartoni animati… Dicevo, il jet è molto bello, grande quanto se non un pizzico di più dell’originale, con tanto di ali a geometria variabile, carrello anteriore a scomparsa e carlinga apribile, gli alettoni posteriori orizzontali, che al G1 mancavano, e sopratutto pure qui ci sono i moduli propulsori aggiuntivi così come i moduli con armi che finiscono poi ai lati di braccia e gambe del robot, e che qui si piazzano sapientemente sotto il caccia.

Il modulo coi propulsori si può staccare ( e ruotare ), e vi si può aggiungere i moduli / armi ai lati tramite appositi fori e spine, oppure sempre le quattro armi si attaccano a quello che diverrà il fucile del robot, che nel jet si posiziona subito sotto la punta del muso.

Fin qui tutto bello, parrebbe… solo che come dicevo all’inizio si sente quanto sia leggero il modellino, idem le armi stesse, che paiono fragilissime, pure. Le armi comunque sono assai giocabili così ( anche se avrebbe giovato poter posizionare il fucile principale al centro dei due moduli propulsori, ma volendo ci sono sempre i fori laterali degli stessi o delle armi attaccate ) ma un po’ impallidiscono rispetto alla giocabilità di quelle del precedente omonimo Voyager, con le bocche di fuoco che spuntavano e i moduli stessi che si piegavano a metà.

Gli scarichi dei propulusori del Classic Voyager poi erano pure orientabili su balljoint, mentre questi si limitano ad abbassarsi e basta. Inoltre, è vero che aveva solo due moduli sulle braccia, ma questi avevano missili sparanti, così come il fucile principale si separava in due armi gemelle, mentre qui è “solo” sparante col missile a molla. Ripeto, la giocabilità c’è, ma è innegabilmente al ribasso rispetto al giocattolo di dieci anni fa.

Ironicamente, infine, le armi sono rosse metalizzate, particolare di rilievo delle versioni nipponiche dei vari Generations, gli Henkei, ma che qui un po’ stona e sopratutto che è assente dalla sua versione del Sol Levante! ^_^”

Ah, quasi dimenticavo che sotto ogni ala grande c’è un foro ulteriore per le armi, così come da sotto il jet non risulta così ingombrato dalle parti del robot, anche se magari uno sforzo migliore si poteva fare per rendere le gambe più sottili e aderenti magari, ma la resa con le braccia all’interno ricorda assai quella della trasformazione del G1, quindi la cosa è apprezzata.

E invece ecco che la trasformazione sorprende, partendo quasi similmente alle incarnazioni precedenti, col modulo degli alettoni posteriori che slitta in avanti, ma poi abbiamo la punta del caccia che si ritrae anch’essa verso il centro, ed il pezzo immediatamente dietro il cockpit che si ribalta, rivelandosi il petto del robot, che fa uscire la testa, le gambe che si ribaltano lateralmente verso avanti, lasciando libere le braccia di allargarsi, ed infine con il torso che prende la sua posizione coprendo il vuoto andando ad unirsi al resto del corpo.

I passaggi della trasformazione sono innovativi e ben realizzati, anche se va persa la possibilità della modalità Gerwalk dei classici Valkirye, ma ancora, la sensazione di giocattolo fatto al risparmio si palesa ulteriormente, con cosce e bicipiti tristemente vuoti.

La trasformazione ribaltata rivela lo stratagemma di avere il jet come il giocattolo ma il robot come il cartone, dato che il finto cockpit sul petto ha il design del settei modificato appositamente per non somigliare al giocattolo effettivo che ai tempi era venduto dalla Bandai, concorrente in Giappone di Takara.

E il robot è davvero ben fatto e somigliante allo Skyfire dei cartoni, con la mascherina del giocattolo / Valkirye rimovibile che rivela la faccia dell’Aquila di “Fire on the Mountain” e gli altri episodi che lo vedono protagonista. Anzi, con i moduli e la mascherina è un ibrido perfetto delle due versioni, dato che dalla schiena spuntano i due moduli reattori ( laddove lo Skyfire dei cartoni aveva una sorta di modulo passeggeri aggiuntivo ), ma senza quelli e la mascherina è proprio sputato allo show, e da dietro il vero muso del jet non da così fastidio appeso alla schiena.

Tutto bianco, ovviamente, ha poche ma efficaci colpi di rosso, su bacino, ali, petto, mentre il simbolo degli Autobot è DENTRO il falso cockpit, e la testa un piccolo capolavoro di dettaglio e colore, con faccia argentata e lightpiping per occhi e centro del diadema, mentre la mascherina rimovibile con le corna ( qui fisse, anzichè rotanti come il G1 e il Voyager ) è anch’essa bella ma, almeno il mio, ha il problema del visore che si stacca facilmente, e mi fa strano che non abbiano fatto un pezzo unico in plastica trasparente anzichè metterne uno così piccolo che appunto se si stacca si può perdere con un niente.

Tornando ai dettagli, ok la fedeltà al cartone, ma avrei aggiunto un pizzichino di nero in più, presente su piedi, anche, dettagli del torace, sopra le spalle, collo, reattori dietro la test… ok ok, ritratto, di nero ce n’è, e appunto non è così invasivo, ma appunto un altro paio di righe qua e là non avrebbe guastato, ma anche così va bene.

Non male poi come le ali ripiegate in su coprano bene gli alettoni posteriori, guardando il robot di fronte, e che le ali abbiano pure loro la striscia rossa come si vede nel cartone.

Ancora, quindi, confezione davvera bella ma che è rovinata dal contenuto, ovvero l’uso così al risparmio della plastica che ha implicato soluzioni da giocattolo da quattro soldi. I pugni non serve che rientrano ad esempio, quindi perchè non farli almeno rotanti, invece che fissi, un pezzo unico con l’avambraccio?

E parlando di questi, passino i vuoti, ma non si possono manco togliere i laser dagli avambracci che rivelano il lato vuoto proprio nella parte esterna degli stessi!

E che dire dei piedi, che hanno un doppio snodo alle caviglie ma con i piedi fissi inclinati come se dovesse mantenere sempre una posa con le gambe allargate? L’ideale era mettere un’ulteriore snodo per inclinare i piedi lateralmente, ma figuriamoci se l’han fatto.

Alcune articolazioni sono dure, come quelle dei gomiti, mentre le spalle non sono ben fissate al torso… davvero, davvero un peccato, insomma.

Almeno l’avessero fatto così vuoto e leggero per utilizzare la massa e renderlo effettivamente GRANDE come dovrebbe essere il personaggio, ma invece no, come Leader è a malapena alto come i suoi effettivi colleghi di qualche anno prima.

Fortuna che poi un po’ hanno aggiustato il turo coi vari Megatron e Ultra Magnus Combiner Wars, ma se si pensa che da questo stampo hanno ricavato i 3 Seeker classici… non so con che coraggio l’hanno reso possibile! :-/

Insomma, un grandissimo peccato, un’occasione sprecata di avere non dico il Jetfire definitivo, ma almeno uno davvero degno … cioè, per esporre si può esporre, dato che non è che non sia bello da vedere, ma pagarlo a prezzo pieno per quello che ha da offrire, è quasi un furto. Gli spunti c’erano tutti, e ok, FORSE andava anche bene la scarsa massa, a patto almeno di renderlo effettivamente più grande e imponente ( un po’ come han fatto per Metroplex Titan … ), ma invece abbiamo un passo falso, reiterato pure con i remold come Starscream e soci.

E sempre parlando di passi, potremmo trovarcene anche quasi uno indietro  rispetto al già citato Voyager Classic, dato che per quanto non fosse così grande e magari pure un po’ goffo, sopperiva però con la giocabilità delle armi e con la realizzazione tecnica ineccepibile, ma sappiamo come è finita per questo Leader..

E vabbè, sarà per un altra volta, caro il mio Aquila.