Qualche cenno sull'argomento:

Eccezionalmente, il buon Groove dei Protectobot, forse il membro meno incisivo del suo stesso team, nella rivisitazione aggiornata della linea Generations si ritrova rappresentato da ben 2 modelli! Infatti i gestalt dei Combiner Wars sono formati da 6 componenti, ed il sesto membro è un Legends che diventa l’arma o accessorio del gigante composito, e in questo caso per Defensor hanno pensato di usare Groove come inedita pettorina, dando un senso anche alla scala di avere una moto in mezzo ad ambulanze, elicotteri e camion dei pompieri, e rimpiazzandolo con il blindato della polizia Rook, un nuovo membro del team.

Ma ovviamente alla TakaraTomy non ci stanno, nella loro ( giusta ) ricerca della fedeltà ai G1, e per il loro set di Defensor defenestrano il Legends e si fanno il loro Groove Deluxe, che però come già per Quickslinger / Slinghsot e Brake-Neck / Wildrider viene in seguito venduto a se’ anche in occidente tramite riveditori online, ed è di lui che andiamo ora a parlare.

Come aspetto robotico questo Chips si integra perfettamente nel team, avendo sia dettagli iconici ben riprodotti dal G1, come le braccia, il muso della moto appeso dietro la schiena ed in parte il petto, così come si ritrova design completamente diversi o rovesciati, come le due metà della ruota posteriore all’esterno delle gambe invece che all’interno, l’assenza dei tubi sempre sulle gambe ( e ok ), e dei piedini piccoli anzichè quelli belli lunghi ricavati dal sedile della moto, che qui invece si ritrova come inedite ginocchiere.

Inizialmente potrebbe magari spiazzare questa mancanza di fedeltà al G1 come struttura, ma come dicevo appunto se lo facevano DAVVERO sputato al settei sarebbe stato un pesce fuor d’acqua rispetto ai più accomodanti altri Protectobot. Senza contare che per i Transformers che devono essere uguali ai settei c’è una linea apposita, ovvero i Masterpiece, così come invece il Legends supplisce e richiama meglio i succitati dettagli sulle gambe come l’originale.

 

Però.

Però già che c’erano, mi fa parecchio strano che il robot sia dotato di due pistole speculari, con tanto di spine ai lati, ma che queste non possano agganciarsi ai lati delle gambe come nel G1, dato che ci sono le due metà della ruota posteriore ai lati dei polpacci. Anzi, volendo si può anche, ribaltando all’indietro le due metà di ruote, facendo comparire quindi i fori appositi che serviranno per posizionare le armi nella moto, ma i fori sono ora troppo indietreggiati per le spine laterali, mentre sarebbero giusti per le impugnature inferiore delle pistole, ma le armi così orizzontali non sono il massimo a vedersi.

Peccato davvero, insomma, dato che bastava che sistemassero i fori all’altezza della scritta POLICE ai lati delle gambe, posizione anche questa più consona nella moto come vedremo; le due pistole poi sono due piccoli capolavori, in plastica trasparente dipinta di argento tranne una sirena apposita rossa in cima, e che come struttura ricordano delle marmitte ( cosa che appunto sistemate anche verso l’alto sempre ai lati delle gambe avrebbe simulato i succitati tubi del G1 ).

Le pistole, ancora, hanno anche un foro per poterle unire ad altre armi o fra di loro, anche se non si unirebbero in una forma simmetrica data la posizione speculare di spine e fori. Parlando di fori, ce n’è uno sotto l’avambraccio destro, per poter alloggiare il cannone/mano/piede d’ordinanza dei CW, quando Groove ha le mani impegnate con le due pistole, davvero un bel tocco questo. Ah, il cannone/mano/piede è lo stesso dello stampo di Alpha Bravo, per la cronaca.

Tornando al robot, è davvero gradita la possibilità di ruotare la ruota anteriore, in modo che non sia troppo d’impiccio se lasciata frontalmente, mentre altro tocco di classe è la plastica trasparente dietro la testa di Groove per l’effetto Light piping degli occhi, anche se a dire il vero questi non sono così grandi come si vede nei cartoni e nel settei, sebbene il resto della testa sia fedele. Forse si rifà agli occhi quasi normali per grandezza del giocattolo? Ok, ma allora potevano anche riprodurre il resto della particolare faccia del G1, praticamente con una mascherina che copriva il naso ma non la bocca. Vabbè, scelta strana comunque questa degli occhi normali.

Complessivamente, comunque, a parte i dettagli succitati, il robot non ha difetti strutturali particolari, e ben articolato nella media, è bello saldo e solido, e per quanto anacronistico o scomodo possa essere a vedersi, il muso della moto appeso dietro la schiena da una bella sensazione di personaggio vintage, nonostante tutto. 😀

Come già detto nella recensione del Groove Legends, la trasformazione del G1 era effimera, con appena i piedoni e il muso della moto che si muovevano. Anche qui la parte anteriore della moto ruota e si catapulta in avanti a coprire la testa, non prima però che le braccia si posizionano sopra le spalle e si ripieghino davanti al petto. Il bacino infine ruota e le gambe si accorciano alla solita maniera inaugurata nei CW, con le cosce inglobate dalle stinchi e polpacci, e le due metà della ruota posteriore si ribaltano e si infine uniscono.

La moto della polizia risultante è davvero carina, discostandosi dal design classico del G1 per uno più moderno da moto da corsa, anzi, discostandosi proprio dal design di una classica moto della polizia, praticamente, con una moto da corsa mascherata da una della polizia. Ma d’altronde questo stampo è stato poi utilizzato anche per il Technobot Afterburner, quindi appiopparle uno stile troppo specifico non avrebbe reso bene, presumo.

Di certo resta un po’ sproporzionata, ma stiamo comunque parlando di un giocattolo che deve diventare un robot E un arto di gestalt, anche se l’omonimo Legends ha ovviato al problema realismo con un design direttamente alieno / futuristico. Comunque, notevole il parabrezza in plastica trasparente blu, e le sirene laterali sempre sul muso rosse e la plastica trasparente davanti al muso, un ottimo tocco di classe che fa presto dimenticare le eventuali inesattezze sul realismo della struttura, anche se i piedini allungati verso l’alto del robot che si vedono sul modulo posteriore danno un po’ fastidio, e magari era meglio farne due pannelli pieghevoli, piuttosto.

A rovinare un po’ il disguise, inoltre, ci pensano le mani del robot, in vista nelle parti inferiori laterali, ma ok, ci si passa sopra, dato che da sotto l’avambraccio sinistro esce il cavalletto per reggere il mezzo.

Le due pistole, si diceva sopra, con il loro look simile a due marmitte hanno anche senso posizionate così basse, ma le sirene sopra di esse non hanno molto senso così basse, quindi se mettevano, ecco, delle spine laterali dove c’è la scritta POLICE, si aveva un’ulteriore possibile variante di sistemazione per le due pistole.

Molto carino invece il foro sulla parte superiore della moto, spacciato come tappo del serbatoio, per il cannone / piede / mano, che un po’ giustifica quindi la scelta del parabrezza più minuto del necessario, dato che ci batte giusto sopra.

Infine, per la giocabilità viene utile ovviamente anche alla moto il poter girare la ruota anteriore.

Passiamo alla trasformazione per cui tutti hanno aspettato davvero, ovvero come gamba di Defensor! Ovviamente è simile al G1, con il muso della moto che si ribalta e ruota verso il dorso, con in più le braccia che ritornano in posizione ma che si abbassano ulteriormente sotto il petto, dando così spessore all’arto.

A conti fatti come gamba Groove non è male, ma per quanto iconica il parabrezza e la ruota frontali sono DAVVERO ingombranti, ma ok, questo era il fascino del G1 ed è giusto che venga ripreso. Piuttosto, ancora, è un peccato che le solite due pistole non possano posizionarsi adeguatamente, ma anche se lasciate sui fianchi, contribuiscono a dare spessore all’arto insieme alle braccia di Chips, anche se così sono un po’ sprecate.

Groove G1 come gamba era ottimo, ma niente affatto come braccio, essendo corto e legnoso. Questo stampo invece, diviene anche l’Afterburner dei Technobot, e quindi il braccio di Computron CW, e come arto superiore è davvero ben fatto, al solito praticamente la forma robotica con le gambe unite e le braccia ripiegate alla bell’e meglio, con le spalle sempre aderenti e abbassate e gli avambracci rovesciati verso l’esterno.

Anche come braccio Groove rende bene, anzi, meglio, dato che fa più figura il parabrezza come spalliera che come ginocchiera, dato che volendo la ruota qui si può anche girare ed essere meno ingrombrante.

Questo Groove quindi, pensato sopratutto per ricordare il più possibile l’originale Defensor, alla fine offre spunti nuovi per una configurazione inusuale ai soliti schemi, magari appunto come braccio del gestalt. Peccato solo per quegli appunti succitati sulle posizioni delle due armi gemelle, dato che nel complesso questo Generations è un’ottima rivisitazione moderna per la linea dei Combiner Wars, per quanto resti comunque apprezzata anche la scelta del Groove Legends e del sostituto Rook, ma appunto il bello è proprio nel poter scegliere come meglio si preferisce agghindare il buon vecchio Defensor.