
Sphere Robo Metal Man, Metal Lion, Metal Hawk
by snd3874 on Monday, 15 January 2007, 22.11.55LE SFERE ROBOT SONO ROBOT PIENI DI ENERGIA COME LE COMETE E SI TRASFORMANO IN GLOBI LUMINOSI.Era tanto, tanto tempo fa.
Nei primi anni '80 arrivarono in Italia, grazie alla GiG, diversi Trasformer delle serie giapponese Microman (Micro Change) e Diaclone.
L'anno esatto in cui uscirono nelle giocattolerie italiane le sfere robot non so dirlo, ma parliamo -credo- proprio del 1984. Di sicuro, comunque, sono passati almeno vent'anni.
Eppure, nonostante la veneranda età, questi gioiellini mantengono ancora oggi un aspetto decisamente accattivante, e non hanno davvero niente da temere dal confronto con tanti prodotti più recenti.
Le sfere robot sono in tutto tre: nella versione GiG prendono il nome di sferik Man, sferik Leo e sferik Falco. Il raggio delle sfere (tutte uguali tra loro per dimensione) è di soli 20 mm. Mentre il leone e il falco sono di colore dorato, la sfera man è color argento. Nella modalità non sfera i due animali sono monocromatici, mentre il man ha parti in colore argento e parti in colore nero. Esiste una rarissima variante dove le parti del man anziché essere nere sono rosse.
Le dimensioni ridotte non erano a quei tempi sinonimo di scarsa attenzione ai dettagli e ai particolari; la qualità della plastica era eccellente, e non mancavano parti in metallo nei modellini.
Nel caso delle sfere robot, la scelta di rendere di metallo alcune parti giova al TF, sia dal punto di vista estetico, sia per la stabilità del modellino stesso: i costruttori hanno realizzato in metallo, e quindi hanno appesantito, proprio le parti che servono per abbassare il baricentro: le gambe nere del robot, le zampe dorate del leone, le zampe dorate del falco.
Tutte e tre le confezioni includono, oltre alla sfera robot, una coppia di fucili di plastica nera, un supporto su cui poggiare la sfera (anch'esso in plastica nera, e con il marchio MICROMAN stampato), le istruzioni e, nel caso della sfera man, un foglietto con sue piccoli adesivi da mettere sul petto del robot.
La trasformazione è semplicissima nel caso dello Sferik Man (MC-14 ) e dello Sferik Falco (MC-16), mentre è un poco più complicata nel caso dello Sferik Leo (MC-15 ).
Man: partendo dalla sfera, basta ruotate all'indietro la sommità della sfera, che attraverso due cerniere cilindriche si posiziona sulla schiena del robot, ruotare verso il basso (in modalità sfera gli stinchi poggiano contro il petto del robot) va parte che accoglie le gambe, e infine ruotare verso il basso gli avambracci del robot.
I fucili neri possono essere posizionate sia nel pugno del robot che nel buco che rimane in corrispondenza delle spalle. In questo buco si possono mettere anche quando il TF è in modalità sfera.
Falco: sulla sfera è facile riconoscere le ali del falco, che vanno ruotate verso l'esterno; quindi si tirano fuori le punte delle ali, si ruotano le zampe (in metallo dorato) e, sulla parte opposta, i blocchi che costituisce rispettivamente la coda ed il dorso, il collo e la testa del falco, che si mettono in posizione attraverso cerniere cilindriche. I fucili neri possono essere posizionati sia al di sopra che al di sotto delle ali: il disegno sulla confezione li ritrae al di sotto, ma se si posizionano al di sopra è possibile mantenerli sul TF anche quando questo è trasformato nella sfera. La somiglianza tra questo falco e Laserbeak è notevolissima
Leone: è sicuramente il più particolar e dei tre, e a mio avviso il più pregiato

. Il leone ha un'adorabile faccia da bulldog, con la mascella sporgente rispetto alla parte superiore del muso. La trasformazione non è semplicissima: per prima cosa (partendo dalla modalità sfera) occorre ruotare di 180° la parte di sfera che costituisce la testa (e che è un buon 50% del volume della sfera!) e fare pressione su un triangolino dorato su uno sportellino posto in corrispondenza del vertice di questa metà: lo sportellino ruota, diventando la mandibola del leone, e tramite una molla viene spinta fuori la faccia. a questo punto ci si concentra sull'altra metà della sfera: bisogna far ruotare verso l'esterno le due parti più prossime alla testa del leone, che diventeranno le zampe anteriori, far ruotare all'indietro la restante parte, che formerà il corpo, le zampe posteriori e la coda; spostare verso il fondo schiena del robot le zampe posteriori e infine mettere in posizionala punta delle zampe, rigorosamente in metallo dorato, del leoncino (facendo attenzione: le cerniere con cui si reggono sono in plastica, molto delicate).
Infine sul retro della criniera si dispongono i due fucili neri. A differenza di quanto accade per le altre sfere, per il leone non è possibile attaccare i fucili sul TF quando questo è nella forma di sfera.
Queste tre sfere sono dei pezzi da collezione, a mio parere tutti e tre molto pregiati; in particolare (
e credo proprio si sia capito

) io ho un debole per il leone, che per soggetto, definizione e trasformazione- rappresenta davvero qualcosa di UNICO nella storia dei Trasformer
l'aquilotto ricorda moltissimo Laserbeak, tanto da sembrarne un avo; il man è molto ben definito anch'esso, con l'unico difetto che ha qualche problema di equilibrio.
Raccomandatissimi a che ha vissuto in prima persona gli anni ottanta.