"All Hail Megatron Coda" (#3 di 4) (#15 in quanto prosegue la numerazione di AHM)
Copertine di Nick Roche, Casey Coller e Trevor Hutchinson
Pubblicato dalla casa editrice IDW nel Settembre 2009.Le storie"Everything In Its Right Place"
Storia e arte: Nick Roche (con assistenza di James Roberts)
Colori: Kris CarterSpringer, dopo aver scoperto che né il suo riverito maestro Kup né Perceptor si trovavano sull’Arca-17, raggiunge Prowl alla base spaziale Kimia e lo aggredisce fisicamente, per farsi dare spiegazioni.
Prowl si aspettava questa reazione violenta, che rappresenta l’essenza del comandante dei Wrecker e di tutti i cani sciolti come lui che infestano l’esercito Autobot.
Prowl stupisce Springer, informandolo che Kup è stato portato a Kimia per rimetterlo definitivamente in funzione. Springer stenta a crederci: Kup era stato distrutto fisicamente e psicologicamente da un lungo naufragio su un pianeta i cui cristalli di energia lo avevano avvelenato e intossicato a ogni livello. Di lui era rimasto solo un guscio vuoto.
Prowl spiega che, lì a Kimia, Perceptor ha lavorato con Brainstorm, applicando le tecnologie più avanzate per rimediare alla disastrosa condizione di Kup (anche se l’idea iniziare era produrre un’arma che potesse invece diffondere la stessa condizione tra i Decepticon).
Springer reagisce male al nome della tecnologia: si tratta infatti del processo Pretender, che in passato è stato impiegato da Bludgeon e da Thunderwing con esiti catastrofici.
Prowl prosegue ricordando a Springer come Jetfire abbia stabilizzato la tecnologia Pretender, applicandola a ben quattro Autobot, durante la battaglia contro l’Espansione.
Kup non ha un robot interno, ma il principio dell’interfaccia cerebrale Pretender è lo stesso. Assistendo ad alcuni filmati di Kup in azione, Springer si accorge che il vecchio Autobot, già in forma smagliante, stringe tra i denti un cy-gar.
Prowl spiega che questo retrogrado oggetto non è un vero cy-gar (una forma di “veleno da retrogradi”, lo definisce Springer), ma piuttosto un contenitore di una versione sintetica dei cristalli solari di cui Kup è tossicodipendente. Tramite il cy-gar, gli scienziati possono controllare la somministrazione di questo “stupefacente” a Kup, regolandone la quantità perché sopprima i ricordi e le allucinazioni che lo tormentano sin dai tempi del naufragio, ma senza scatenare comportamenti negativi o insoliti.
Prowl cerca di convincere Springer della bontà di questa soluzione, ma Springer conosce la natura calcolatrice di Prowl e continua a essere sospettoso.
Ne ha ben ragione: Prowl si guarda ben dal rivelargli che a Kup sono state aggiunte nuove sub-routine di personalità appositamente codificate. Forse è una manovra sporca, ma dal punto di vista etico non c’è alcuna differenza con l’operato abituale dei Wrecker di Springer.
Springer ottiene l’accesso al laboratorio dove, finalmente, il corpo di Kup sta subendo l’assemblamento finale. Nel rivedere il suo vecchio maestro in funzione, lucido di mente e con la sua solita personalità carismatica, Springer tradisce una grande gioia, come Prowl aveva previsto.
Kup è brevemente tormentato da un terribile ricordo (il braccio mozzato di Outback, che gli serviva da arma contundente durante il naufragio),ma Perceptor interviene con la somministrazione di nuova droga tramite il cy-gar, placandolo.
Compiaciuto del trattamento, Kup si illude che si tratti di uno dei benefici della convalescenza.
Ma la verità è nei recenti ricordi che accomunano Perceptor e Prowl.
Prowl è stanco di lavorare per combattere una guerra che non può essere vinta. Optimus Prime dà ascolto alle sue parole, ma solo fino a un certo punto. Però, persone di intelletto come Prowl e Perceptor non piacciono alla massa: agli Autobot piace l’eroe audace e mascalzone. Ecco perché loro due hanno bisogno di Kup: il condotto che trasmetterà il loro messaggio alle masse.
Springer dichiara che a Kup dovrà per sempre essere tenuto nascosto il prezzo pagato per recuperarlo dal pianeta su cui era naufragato (la vita di molti Autobot): Prowl ha già provveduto a questa ovvietà, assicurandosi il silenzio di Siren, Trailbreaker, Sizzle e tutti gli Autobot dell’Arca 17).
Questo romantico concetto del rischiare tutto per salvare qualcosa, non importa quanto poco valga, sicuramente piacerebbe molto a Optimus. Prowl ne comprende il significato, perché adattarsi è la natura dei Transformer, ma capisce anche quanto ciò sia dannoso per la loro causa. Optimus detesta l’inazione e, quando la sua pazienza raggiunge il limite, smette di ascoltare Prowl e presta orecchio a teste calde come Ironhide. E’ tipico degli Autobot: persone come Ratchet, Hot Rod e Grimlock, che violano le regole a piacimento, vengono adorati dal pubblico. I Decepticon, invece, impiegano in abbondanza ragione, analisi, disciplina e logica (pur avendo i loro sbandati, come Bludgeon, Scorponok e Thunderwing).
Prowl, che si chiede perché ciò non possa valere anche per gli Autobot, si è accorto che sulla Terra, Optimus sta per abbandonare la strategia dell’attesa e gettarsi a capofitto nell’azione: una scelta di cui i Decepticon sapranno approfittare.
Per questo Prowl ha deciso di agire, trasformando Kup nella propria faccia (o in una delle tante): tramite lui, Prowl potrà far giungere a destinazione il proprio messaggio.
Perceptor, che ha partecipato al piano, ha sottolineato l’ironia della situazione: Prowl sta infatti agendo di testa sua, imitando ribelli come Hot Rod e simili.
C’è però una differenza cruciale, ribatte Prowl: a lui, infatti, non importa nulla delle luci della ribalta, dell’approvazione del pubblico o dell’ascesa a un posto di comando. Per la precisione, lui desidera solo restare nell’ombra, e fare tutto ciò che deve per vincere questa guerra.
Ora, grazie a Kup, otterrà questo risultato… senza che nessuno veda neppure le sue labbra muoversi.
"Lost & Found"
Storia: Denton J. Tipton
Storia: Casey Coller
Colori: Joana LaFuenteSull’astronave Trion, Blurr e Drift giocano a “go”. Dietro di loro, Perceptor sta subendo riparazioni intensive in una camera CR.
Tempo dopo, Perceptor torna finalmente in linea, per il sollievo di Kup, Blaster e il resto della squadra, che non riesce a comunicare con la Terra.
Però Perceptor si comporta in modo sinistro: si ripara da solo, è grato a Drift che lo ha salvato dai Decepticon e non vuole più sentirsi indifeso come gli è successo l’ultima volta.
Dallo spazio arriva una richiesta d’aiuto di Hot Rod: è inseguito da Bludgeon, a capo dei Monstructor Six.
Kup e la sua squadra si precipitano ad aiutarlo, mentre Perceptor continua a ripararsi da solo, applicando nuova tecnologia bellica al proprio corpo.
Da qualche parte, Hot Rod è stato abbattuto. La squadra di Kup arriva sul posto e i Monstructor Six formano Monstructor, che li mette subito in difficoltà. Basterebbe colpirlo sul torace, per disattivarlo, ma nessuno sembra riuscirci.
Di colpo, una singola fucilata mette fuori uso Monstructor. I sette Decepticon fuggono.
La squadra di Kup scopre di essere stata salvata da Perceptor, che ora è diventato un cecchino e ha un atteggiamento freddo e scostante. Blaster resta sconvolto da questo cambiamento, ma Kup vuole solo andare a caccia dei Decepticon, portandosi dietro un guerriero in più.
NoteNick Roche dichiara le proprie intenzioni già nel titolo: rimettere le cose a posto, dopo l'avvento
AHM, che ha alterato la serie a livello di narrazione, stile, caratterizzazione e continuità.
Questa volta non si tratterà di un’operazione di cancellazione/riscrittura: dove
AHM aveva fatto piazza pulita di tutto ciò che non corrispondeva ai nuovi piani narrativi della IDW, Nick Roche procederà invece a capovolgere la lettura degli elementi antecedenti, mantenendo elegantemente una consistenza con gli stessi.
Le vicende di Kup si ricollegano direttamente agli eventi di
Spotlight: Kup, albo scritto e disegnato dallo stesso Nick Roche.
Brainstrom compare nella prima storia, ma non viene mai menzionato il suo nome.
La base di Kimia ospita laboratori in cui si lavora sugli aspetti più avveniristici della scienza conosciuta (e sconosciuta). Lo scopo è fornire all’esercito Autobot le armi più avanzate.
Thunderwing e Bludgeon sono diventati Pretender, pagandone il prezzo, in
Stormbringer.
Jetfire ha stabilizzato la tecnologia Pretender in
Revelation.
Prowl menziona gli eventi di
Revelation, identificandoli complessivamente col nome di
Expansion: è una citazione esplicita del progetto originale di
Simon Furman, che oltre a
Revelation prevedeva un ulteriore ciclo con il titolo
Expansion.
A pagina 4, la scritta sulla portiera di Prowl è
"Highway Patrol Patrol" invece di
"Highway Patrol Police".
Nick Roche crea il neologismo
cy-gar per definire il sigaro (
cigar) che durante
AHM è stato messo in bocca a Kup senza dare spiegazione al riguardo.
Roche ribalta la situazione, non solo motivando logicamente questo oggetto, ma provvedendo anche a inquadrarlo in un contesto più schietto.
Con sottigliezza e ironia tipicamente britanniche, la parola cy-gar richiama i nomi Wreck-Gar e Cy-Kill.
Le tavole 7 e 8 hanno una possibile chiave di lettura che indica l’opinione di Roche sul trattamento narrativo riservato a Kup durante
AHM.
Prima c’è la frase che definisce Kup “lo stesso di sempre, ma anche diverso: un Pretender”, dove il termine pretender può significare anche “impostore”.
La seconda si basa sull’ingenuità di Kup, che crede che i cy-gar siano solo un lusso/vizio per un convalescente: ritraendo Kup così sprovveduto da non rendersi neppure conto di essere un tossicodipendente bisognoso della sua dose quotidiana, Roche ridimensiona l'enfatica e involontariamente caricaturale figura del Kup di
AHM, rivedendo il suo modo di fare attraverso una prospettiva assai più complessa e arguta.
Durante
Infiltration, Prowl ha manifestato una certa ostilità nei confronti del modo di fare “ribelle” di Ratchet: Nick Roche ora riprende quell’elemento di attrito e lo estende, spiegandone la natura.
Anche il conflitto sotterraneo tra Prowl e Ironhide, suggerito sempre in
Infiltration ma mai affrontato direttamente, viene ripreso e ampliato.
Prowl parla di “fare surf su un meteoroide” per attirare l’attenzione: è un riferimento a
“Spotlight Hot Rod”, disegnato da Nick Roche.
Pagina 10 implica che Optimus Prime ha trascinato gli Autobot nella trappola tesa in
AHM perché stava dando retta a una testa calda come Ironhide. Nick Roche compie un enorme sforzo per dare plausibilità all’evento, ma Optimus continua a fare veramente una figuraccia terribile, visti i clamorosi errori tattici commessi.
Grimlock ha 113 diverse insubordinazioni.
Thunderwing appare col suo aspetto puramente robotico visto nei flashback di
Stormbringer.
Drift e Blurr conoscono il gioco
“Go”: ma quando sono stati sulla Terra?
A tavola 16, vignetta 4, Drift dice una frase nel suo solito stile
“cool”, ma la frase è talmente generica da non avere alcun significato. Eppure Kup resta talmente a bocca aperta da far cadere il cy-gar.
Qualcuno ha idea di che cosa stia parlando l’autore in queste scene? O forse non lo sa nemmeno l’autore?
Hot Rod pilota la navetta Decepticon che ha rubato in
Spotlight: Hot Rod, e a quanto pare l’ha riverniciata.
Come ha fatto Bludgeon a tornare in funzione e ad evadere dal carcere Autobot? Perché è a capo dei Monstructor Six?
A giudicare dalle sue parole, sta agendo per conto proprio, perseguendo gli stessi obiettivi da “scienza oscura” descritti in
Stormbringer. E’ quindi possibile che Megatron sia stato così inetto da lasciarsi portare via i Monstructor Six da sotto il naso, dopo la fine di
Revelation?
Infatti, i Monstructor Six non dovrebbero essere in mano ai Decepticon, che li stanno usando per creare Devastator?
Perché Bludgeon sta inseguendo proprio Hot Rod, con tutte le vittime sacrificali che potrebbe ottenere ovunque?
L’impressione è che questi Decepticon siano stati raccattanti e messi in scena in fretta e furia solamente per fungere da pretesto e consentire a Perceptor di mostrarsi
“cool” sparando un solo colpo da lontano.
Per confermare ulteriormente il suo approccio superficiale e improvvisato, Tipton fa fuggire Bludgeon, dopo la sconfitta di Monstructor.
Ma la tecnologia Pretender Decepticon non dovrebbe servire per creare orrori di potenza suprema, come appunto Thunderwing? Bludgeon dovrebbe essere perfettamente in grado di tenere testa da solo a tutti quegli Autobot.
I Decepticon sono riusciti a sottomettere Monstructor, che era per definizione incontrollabile. Come?
E se hanno conseguito un simile risultato, perché non hanno pensato di rimouovere il suo vistosissimo punto debole?
Per continuare il paradosso, in
Spotlight: Sideswipe è stata necessaria l’intera forza del servizio segreto di Banzai-Tron per sconfiggere Monstructor, che probabilmente non aveva più il suo punto debole: ora invece basta un cecchino.
A tutte queste domande potrebbero essere date risposte plausibili. Il problema è che Tipton, invece, preferisce sprecare 10 pagine di spazio per discorrere del nulla.
Se non altro, pare che la miniserie
Last Stand of the Wreckers spiegherà l’attuale situazione di Bludgeon: ancora una volta, Nick Roche (autore di questa miniserie) si ritroverà a dover impiegare il suo talento per rimediare alle mancanze altrui.
Il finale sembra collegarsi al flashback di
AHM #5.
L’anteprima di questo albo garantiva di spiegare come Perceptor passasse da “noioso scienziato a vero bas***do”, e Denton Tipton aveva garantito che non si trattava solo di un trauma, ma che Perceptor si sarebbe rivelato “un vero figlio di put***a”.
Nella storia dedicata a Perceptor, però, di tutto ciò non c’è traccia.
Visto che c’è, Nick Roche potrebbe giustificare il cambiamento di Perceptor da “interessante scienziato a noioso cecchino” come una impostura messa in piedi solo per rendersi credibile come assistente di Kup e avere una scusa per stargli sempre a fianco (portando segretamente avanti il compito assegnatogli da Prowl).
A pensarci bene, l’intera storia di Perceptor suona davvero come una messinscena recitata malissimo: se il personaggio non fa una gran figura, è anche vero che a uscirne peggio sono i suoi compagni di squadra, che passano per una manica di sempliciotti che vivono nel paradiso degli stereotipi.
Galleria delle tavole di anteprima e delle copertine.
OsservazioniPur avendo al suo attivo una sola storia,
Nick Roche è già un autore apprezzatissimo dai fan, che attendevano con grande interesse un suo nuovo contributo.
Con il racconto di Kup, Roche non ha certo deluso le aspettative. Anzi. Queste undici pagine sono un capolavoro di ricchezza e intensità narrativa, tanto che quasi ogni tavola racconta una storia che di per sé meriterebbe un intero albo per essere approfondita. Ed è paradossale che metà di un albetto di epilogo di
AHM contenga più sostanza e spessore che non l’intera maxiserie di 12 numeri.
Il compito di Roche è quello di rimettere a posto le cose, spiegando come Kup si sia rapidamente trasformato dal tragico cadavere ambulante dello
Spotlight: Kup nel caricaturale sergente istruttore di
AHM.
Ma, come detto nelle note, Roche va ben oltre, coinvolgendo un enorme numero di personaggi, trame, idee e situazioni. La natura logica e manipolatrice di Prowl (mai messa in atto da nessuno, sebbene esista sin dal 1984); il rapporto conflittuale tra Prowl e Springer; il legame tra Springer e Kup; la vera forma del carisma di Kup; il parallelo/alleanza tra Perceptor e Prowl; la mentalità sempliciotta degli Autobot che adorano i loro eroi che vanno contro le regole; il parallelo tra i ribelli delle fila Autobot e quelli delle fila Decepticon; la duplice mentalità di condottiero e guerriero di Optimus, con il suo rapporto con i consiglieri più fidati (Prowl e Ironhide); il segreto di Springer che incombe come una spada di Damocle sull’ignaro Kup; la tossicodipendenza e le allucinazioni/ricordi di Kup; le avveniristiche evoluzioni tecnologiche comportate dalla creazione dei Pretender; la robusta continuità con
Revelation; l’introduzione della divisione scientifica “estrema” dell’esercito Autobot.
Tutti questi elementi sono gestiti da Roche con un’enorme capacità di sintesi: poche frasi, e una singola immagine gli bastano per cogliere l’essenza di personaggi-simbolo come Optimus Prime, oppure per esporre nuovi concetti come il cy-gar, o ancora per rileggere gli ultimi eventi in una chiave più meditata e razionale.
Roche conosce la continuità, i personaggi e la fantascienza: per questo motivo gestisce con sicurezza la narrazione, passando agevolmente dalla caratterizzazione psicologica più raffinata alla tessitura di una visione di ampio respiro delle fazioni che si affrontano nella guerra in corso. A ciò si aggiunge infine l’uso abile e accorto dei
flashback rivelatori, che conferiscono quel tocco di completezza formale a una storia già di per sé perfetta in quanto ad argomenti e contenuti.
Come da programma esposto nel titolo, Roche rimette tutto al suo giusto posto, provvedendo a ridimensionare l’enfasi con cui
AHM ha gestito trame e personaggi. Il “supermacho” Kup? Un burattino, oltre che un tossicomane disorientato, la cui apparente lucidità cela un fiume di convulsi ricordi allucinati e di personalità pre-programmata da altri. Il sigaro? Altro che "fico": è soltanto un vizio, una droga e un veleno.
Roche trova il tempo anche per giustificare anche altre tre fra le forzature narrative di
AHM: la tendenza di Springer a un gallismo tanto violento quanto inutile; le azioni implausibilmente avventate e impulsive con cui Optimus ha guidato gli Autobot verso l’ingloriosa sconfitta sulla Terra; gli sviluppi della guerra tra Autobot e Decepticon, la quale sta per passare dall’attrito all’immotivato scontro aperto.
Se la storia di Kup è stata un vero sollievo, dopo un anno di produzioni IDW incentrate su un sensazionalismo che suonava come vuoto e di grana grossa, purtroppo non si può dire lo stesso della storia di Perceptor.
Denton J. Tipton è stato il supervisore di
AHM e ha completato lo
Spotlight: Cliffjumper. E purtroppo si sente.
“Lost & Found” è poco più di un
Mosaic: un’idea buona per una pagina, che però viene allungata fino a undici, ricorrendo persino ai due poco incisivi personaggi di Blurr e Drift per fungere da riempitivo (in una scena che serve solo a ribadire l’ovvio a spron battuto, con conversazioni tergiversanti da
soap opera, perfettamente in linea con i loro rispettivi
Spotlight).
Delle motivazioni di Perceptor non c’è traccia, se non in una singola vignetta che oscilla tra lo stereotipo e l’affermazione implausibile. Il trauma di Perceptor, infatti, è una scusa debole, per giustificare il fatto che lui divenga un cecchino
“cool”: possibile che, in centinaia di migliaia di anni di esistenza, non gli sia mai capitato niente di niente e che ora basti così poco, l'equivalente di un singhiozzo umano, per fargli cambiare caratterizzazione di colpo? Come già Shane McCarthy, anche Tipton sta trattando i personaggi come se fossero entrati in questa guerra un anno fa e fossero quindi del tutto impreparati: che stia cercando di imitare
Animated? O che sia questo il suo unico modello di riferimento?
Ancora una volta, si torna quindi al problema principale di
AHM: scene ad effetto per colpire il lettore, ma senza che vi si percepisca dietro nessuna sostanza (se non quella di un approccio adolescenziale alla narrazione).
A questo risultato deludente, che in realtà non spiega nulla che non fosse già noto o facilmente deducibile, si aggiunge la nebulosità della continuità segnalata nelle note: sembra quasi che Tipton abbia mirato a un risultato opposto a quello della storia di Roche.
L’approccio stilistico viaggia in direzioni opposte: all’inglese elaborato e variegato di Nick Roche, che gestisce i suo ricchi testi con la sicurezza di un letterato, si oppongono le frasi scarne e "povere" di Tipton, il quale adotta invece un lessico che, a voler essere sarcastici, ricorda le raccolte di frasi fatte dei dizionarietti per turisti.
Deludente, infine, è la reazione degli altri Autobot al comportamento di Perceptor: nessuno di loro riesce ad accettare che lo “scienziato” si dedichi improvvisamente a qualcos’altro. Una reazione che sarebbe più tipica di una serie animata giapponese, dove i ruoli sono percepiti come qualcosa di assolutamente immutabile e incontrovertibile.
Proseguendo la sequela di dialoghi che esplorano la banalità dell’ovvio, Perceptor si giustifica spiegando che la loro è una specie adattabile, e che questo fatto viene ignorato da troppo tempo.
A questo punto, ci dobbiamo chiedere: ma Tipton ha letto gli albi IDW scritti da Simon Furman, oppure li ha solo sfogliati per vedere le fichissime immagini? Se c’è un elemento che è una costante delle opere di Furman, è proprio l’ecletticità e l’adattabilità dei suoi personaggi a qualsiasi contesto e situazione. In
Spotlight: Shockwave, questo fattore era addirittura parte attiva della trama e delle riflessioni di Shockwave.
Tipton conferma la linea tenuta dalla IDW durante la sua gestione: ignorare ogni fattore intellettuale delle storie di Furman in favore di un orientamento simile a quello dei cartoni animati
G1.
Probabilmente è l'effetto "storia di Galvatron e di Sunstreaker" che parla, ma è difficile non continuare ad avere l'impressione che gli autori del cambiamento di direzione artistica della IDW stiano navigando a vista: anche questo terzo albo di
AHM Coda, quindi, conferma l’impostazione del
#1: una storia ottima seguita da un’altra priva di interesse. A dire il vero, il
#2 è stato anche peggio: speriamo che la simmetria non si estenda oltre.
Ha contribuito Jazzluca