Commento senza spoiler: c’è poco da fare, è il solito film dei Transformers con Bay  dietro al timone, che però piacerà soprattutto agli adolescenti per le solite gag e la solita baraonda di azione ed effetti speciali.

Analisi con spoiler:

Dopo dieci anni e quattro film fatti tutti con lo stesso stampo, questo Transformers 5 sulla carta portava una grande rivoluzione, ovvero lo stuolo di sceneggiatori capeggiati da Akiva Goldsman che avrebbero tracciato le gesta di questo, dei prossimi film, degli spin-off e di ulteriori lungometraggi dedicati ai brand Hasbro per conto della Paramount. Tutte queste buone intenzioni, e la speranza quindi di vedere finalmente un film con una trama quantomeno decente e coerente, pare scontrarsi con il solito grande problema dei film dei Transformers, ovvero lui, il signor Michael Bay.

Lui, e ovviamente una sceneggiatura tutto sommato non così solida, ma bisogna vedere cosa è stato tagliato dal buon Michael, visti i precedenti, con i vari buchi di trama o le tante premesse sfumate che portano personaggi umani e robotici.

Il film parte anche bene, con una signora battaglia medievale, ma già con il Merlino ubriacone di Stanley Tucci tutto torna alla “normalità”, per poi arrivare alle scene di battaglia iniziale causate da tre mocciosi che s’intrufolano in una zona di guerra, il pretestuoso prescelto Kade scelto dall’amuleto magico perchè sì, e via così.

Alla fine no, non viene spiegato come promesso dai trailer perchè i Transformers sono sulla Terra, o meglio, lo si intuisce per via della rivelazione di Unicron, ma appunto semplicemente si aggiunge anche questo tassello alle altre origini segrete finora elencate. Certo, volendo si può riuscire ad incastrare questo e quello, come accennato nelle note, che nel film bastava anche solo qualche semplice frase per far quadrare il cerchio, ma al solito si è data più importanza a certe gag grevi che non a spiegare i vari spunti.

C’è poco da fare, insomma, è il solito film di Michael Bay coi Transformers, e per quanto si aggiusti il tiro moooooooolto poco, tutto ciò che ha fatto e fa storcere il naso c’è, ovvero battute a sfondo sessuale, personaggi spalla “comici”, trame solide quanto un colapasta, e via così.

Va detto che però, a chi ormai ci ha fatto il callo e filtrato tutto quanto qui sopra, è obiettivamente il miglior film dei Transformers sinora, dato che i robot hanno più spazio e dialoghi, sono più inseriti nelle varie scene anche con gli umani, la storia presa a se’ sarebbe anche godibile, ed anche l’uso dei protagonisti terrestri è meglio gestito, con un Lennox finalmente con un certo peso, Kade protagonista anche acrobatico delle scene d’azione, l’introduzione di due presenze femminili dai risvolti meno sessisti delle precedenti bombe sexy in stile Megan Fox, e sopratutto l’utilizzo di un attore come Anthony Hopkins per tutto il film, protagonista effettivo e non solo comparsa usa e getta come lo sprecato John Malkovich di Dotm.

E finalmente, c’è un finale-finale che si riallaccia al prossimo film a venire, anzichè/oltre al solito messaggio di commiato di Optimus Prime.

Ma ancora, tutto questo “ben di Primus” annaspa fra le solite Bayate, e quindi sì, i robot hanno più spazio, ma alla fine i Transformers sono sempre e solo macchiette ( Hot Rod con l’accento francese!!!! ), e anche Megatron si riduce a dover contrattare con gli umani per reclamare il suo esercito, giusto per citare la scena di Suicide Squad.

Una delle novità più interessanti del film sarebbe Cogman, il “droide stronzo” che pare ricalcato sul K-2SO di Rogue One, idea tardiva quella di un Transformer a misura d’uomo che interagisce con i protagonisti ( che auspicavo sin da Rotf … ) ma finalmente ci sono arrivati, però ovviamente in una produzione di Bay risulta esageratissimo nel suo essere il maggiordomo schizofrenico robot dai modi slapstick, così come almeno una scena dove lo si vede effettivamente diventare un Headmaster sarebbe stata gradita. Ma almeno grazie a lui c’è l’unica scena che mi ha strappato una sincera risata in tutto il film, ovvero quando suona l’organo mentre Burton racconta lo spiegone della storia dei Transformers.

Delle premesse di tirare le fila dei film visti sinora quindi tutto quel che resta è solo del fanservice, meri omaggi verso le pellicole precedenti, con strizzatine d’occhio a Sam Witwicky con l’ordine dei Witwiccan qui, Simmons che telefona a Burton là, la Luna, l’Egitto e Hong Kong devastati dall’arrivo di Cybertron, e via così…

E un po’ di fanservice anche per noi appassionati, abbastanza centellinato però con qualche scena e citazione, e per quanto uno possa essere galvanizzato dal sentire le parole Unicron, Nemesis Prime, o vedere Megatron volare attraverso quella parete, al fan restano ancora parecchie domande, anche banali, tipo perchè BB può ricomporsi ( metafora di come continui a sopravvivere film dopo film ? ) o da dove siano saltati fuori i mini Dinobot.

Ed infine, riallacciandomi a questo, anche questo film non fa buona pubblicità ai modellini che deve promuovere, dato che dei Dinobot ristampati dalla scorsa linea compaiono solo Grimlock e a malapena Slug, e figurati se si trasformano, così come Cogman, mentre Infernocus sarebbe stato un interessantissimo Abominus, e Dragonstorm fa scena nel film, composto da ben 12 robot, ma nei giocattoli è ovviamente impensabile da realizzare così. E vediamo cosa tirano fuori per la Suicide Squad Decepticon, di cui al momento sono usciti solo un paio di giocattoli di cui uno solo accennato, Berserker, fatta eccezione per Barricade.

Da fan rimane quindi solo la speranza, ancora una volta: la speranza di vedere come sarebbe un film dei Transformers senza l’ingombrante presenza di Bay, e sebbene abbia per l’ennesima volta promesso/minacciato di abbandonare il franchise, forse la grande chance si avrà nello spin off di Bumblebee del prossimo anno, e magari potremmo finalmente gustarci un film decente sui nostri beniamini.