Iniziamo un’escursione nelle varie incarnazioni dei Dinobot, questo gruppo di sauri robot fra i più amati dai fan dei Transformer di ogni età!

 

  • G1 e G2

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Partiamo con un clichè, dai, ovvero che “i Dinobot quasi non hanno bisogno di presentazioni”: sono praticamente il primo sottogruppo dei Transformers,   affiliati agli Autobot  ma che per temperamento e  belligeranza non sfigurerebbero fra i rivali Decepticon, tanto forti e scatenati quanto insofferenti verso gli ordini di Optimus Prime, per non parlare dei giocattoli, iconici ed azzeccatissimi nella loro semplicità, tanto da non aver neanche mai avuto ( perlopiù ) necessità di gimmick aggiuntive nelle incarnazioni successive alle originali nel corso degli anni, che il semplice fatto di essere robot che si trasformano in dinosauri meccanici basta a renderli “cool” e carismatici!

 

catalogo diaclone transformers trasformer italiano by Nijirain pag14

I Dinosaur Robot nascono nella linea Diaclone di Takara, con il loro nucleo storico di dinosauri iconici composto da un tirannosauro, un triceratopo, uno stegosauro, un brontosauro ( che retroattivamente sappiamo ora non esistere, ma diciamo quindi un brachiosauro ) ed un pterodattilo; si presentano con un look cromaticamente omogeneo di grigio principale con parti dorate, argentate e plastica trasparente, mentre le modalità robotiche o condividono del rosso o hanno varianti che vanno dal blu al nero, ma sopratutto hanno tutti la cabina di pilotaggio per gli omini Dianauti, ed omino annesso ovviamente.

 

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Se noi bimbi italiani di allora fummo fortunati nel vederli già nel 1984 grazie all’importazione di Gig dal Giappone, i Dinobot esordiscono negli Usa come Transformers  solo l’anno successivo al rilancio del brand da parte di Hasbro, tendedo all’allineamento cromatico verso il rosso nei robot, mentre nella riedizione G2 del 1992 ecco che pure il grigio principale dei dinosauri lascia il posto a sgargianti verdi, blu e rossi nei modelli di Grimlock, Slag e Snarl.

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Ma a cementare il fascino di questa banda ci pensano i cartoni animati, ovviamente, dove vengono presentati già nella storica prima stagione praticamente a rate, in due puntate diverse, quasi che una sola puntata non riesca a contenere il loro strabordante carisma! 😀

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In S.O.S. Dinobot vediamo quindi la creazione del “trio originale” composto dallo sprezzante Grimlock ( Tiran da noi in Italia ), dall’irascibile Slag ( Tricex ) e dal timido Sludge ( Bronto ), costruiti sulla Terra dopo che gli Autobot vengono ispirati dal ritrovamento di alcuni fossili nella loro base;  nella successiva War of the Dinobots, ecco che per rimpolpare le fila Wheeljack e Ratchet forgiano anche l’introverso Snarl ( Stego ) e l’affabile Swoop ( Reptilo ), con annesso scontro fra i due gruppetti, dato che i primi tre vengono aizzati subdolamente da Megatron contro gli Autobot, gettando le basi inoltre alla storica rivalità che corre fra il T-Rex robotico ed Optimus Prime.

 

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Nel corso degli episodi della seconda stagione G1 i Dinobot divengono l’arma segreta degli Autobot sulla Terra, troppo potenti e incontrollabili per essere lasciati liberi ma decisamente utili da scatenare contro minacce come Devastator, il combiner Decepticon, ma non per questo relegati a mere comparsate, con puntate che li vedono protagonisti come “Dinobots Island” o “Desertion of the Dinobots”.

 

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Presenti anche nel film d’animazione del 1986, nella terza stagione la loro presenza scemerà lasciando il solo Grimlock sotto i riflettori, anche se usato come macchietta comica a causa della scarsa intelligenza ( sottolineata dalla famigerata parlata da sempliciotto ), tranne quando dovrà creare nientemeno che il gruppo combiner dei Technobot e donare il suo incidentale intelletto superiore al loro gestalt Computron in “Grimlock’s new brain”.

 

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Nei fumetti editi dalla Marvel dell’epoca, invece, i Dinobot sono degli Autobot ricostruiti con l’aspetto della “specie dominante” di 4 milioni di anni fa dall’Arca poco dopo il rovinoso atterraggio sul nostro pianeta dei Cybertroniani, risvegliati per combattere contro Shockwave: quando questi, nel presente, si ridesta e sconfigge sia gli Autobot che i Decepticon, tocca all’unico sopravvissuto Ratchet liberare i compagni prigionieri, e per farlo oltre che ad allearsi ad un recalcitrante Megatron, trova e riattiva Grimlock e compagni.

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Ben presto l’ambizione al comando di Grimlock sfocia addirittura nella nomina di leader degli Autobot, subito dopo la dipartita di Optimus Prime; la mancanza di umiltà e compassione del capo dei Dinobot però si rivela inadatta e deleteria ai nobili scopi dei difensori robotici venuti da Cybertron, con Blaster, primo fra i suoi detrattori, che finisce per sfidarlo a duello pur di detronizzarlo.

 

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In seguito, come altri personaggi i cui giocattoli non vengono più prodotti, i Dinobot “spariscono” dai comics durante una feroce battaglia contro un semi onnipotente Starscream, ma Grimlock ormai, come già visto anche nei cartoni, è diventato uno dei personaggi più amati del brand, venendo riproposto quindi nel 1989 nella forma di  Pretender Classic, e così riappare anche nei fumetti. Grimlock ora ha modo di crescere come personaggio, sopratutto grazie all’abile penna dello scrittore Simon Furman, e desideroso di riscattare i suoi compagni saureschi, s’imbarca in un’avventura personale che lo porterà all’evoluzione come Action Master, perdendo però la possibilità di trasformarsi. In seguito, Optimus Prime stesso prima di morire ( per la seconda volta ) nominerà Grimlock suo successore negli ultimi numeri della serie a fumetti.

 

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Come accennato all’inizio, i Dinobot sono infine presenti anche nella linea di giocattoli e quindi nella maxiserie a fumetti Generations 2 sempre scritta da Furman, ed ancora il buon Tiran è fra i protagonisti di quelle avventure al fianco del redivivo Optimus Prime, trovandosi non poco a suo agio nelle atmosfere “grim and gritty” tipiche dei fumetti degli anni ’90! 😀

 

Fine prima parte